Contratto di Fiume Judrio

Prende corpo il Contratto di fiume del Judrio

Prosegue l’attività propedeutica all’attivazione dello strumento di gestione del corso d’acqua

di Matteo Femia 12 Dicembre 2017 

CORMONS. Prosegue l’attività propedeutica all’attivazione del Contratto di Fiume del Judrio. Nei giorni scorsi il sindaco di Prepotto Maria Chiara Forti, l’assessore all’ambiente di Cormons Mauro Drius, il Consorzio di bonifica Pianura isontina, alcuni rappresentanti dell’associazione Judrio e l’ingegner Edoardo Faganello della Regione si sono incontrati a Manzano con l’architetto Massimo Bastiani. Bastiani da oltre 15 anni partecipa a Tavoli nazionali e coordina diversi contratti di fiume in Italia e, di recente, ha iniziato a supportare anche il Contratto di Fiume Natisone, il primo della nostra Regione. Nell’occasione l’architetto ha illustrato cos’è il Contratto di Fiume. Si tratta di uno strumento volontario ascrivibile alla programmazione strategica negoziata che persegue la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico ed alla qualità delle acque contribuendo allo sviluppo di tali aree. «Il Contratto di Fiume prevede un’ampia mobilitazione degli attori locali territoriali per individuare un piano d’azione condiviso finalizzato ad affrontare le problematiche ambientali di un bacino o sottobacino fluviale secondo una logica integrata e multidisciplinare», spiega Elena Gasparin dell’associazione Judrio. Bastiani ha sottolineato infatti l’importanza del Comitato promotore, in questo caso rappresentato dall’Associazione Judrio, «che potrà traghettare i soggetti coinvolti verso la sottoscrizione del documento di Contratto di Fiume, passando prima attraverso la sottoscrizione della Dichiarazione d’Intenti». Gasparin prosegue: «Il Contratto di Fiume si fonda sul consenso e sulla partecipazione informata delle popolazioni e richiama tutti i documenti nazionali ed europei che riguardano il diritto all’informazione e la sua trasparenza. La Dichiarazione d’Intenti è il primo atto che di fatto avvia il processo di Contratto di Fiume coinvolgendo quelle amministrazioni comunali e comunità locali interessate al progetto, nel quale esse si possono riconoscere e all’interno del quale saranno in prima battuta indicati valori ed opportunità del territorio con i conseguenti obiettivi di carattere generale da raggiungere. Dopo aver portato i soggetti coinvolti alla sottoscrizione del Documento preliminare del Contratto di fiume ed in coerenza con le linee guida indicate dai documenti tecnici nazionali, si dovranno costituire i necessari organismi tutti su base volontaria quali il Comitato Tecnico istituzionale, l’Assemblea del Contratto di Fiume e la Segreteria Tecnico-Scientifica». L’Assemblea di CdF è l’organo più importante: approva i documenti veri e propri che costituiscono il Contratto di Fiume, propone emendamenti e solleva problematiche e/o argomenti di comune interesse. 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

POTREBBE INTERESSARTI